Tempio di Giove Anxur - Terracina - 0
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Spettacolo Notturno di Luci e Suoni

Il Tempio di Giove Anxur

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Il Tempio

Il Tempio di Giove Anxur, o Santuario di Monte Sant’Angelo, ispirato alla grande architettura scenografica ellenistica, appartiene alla serie degli antichi santuari laziali ristrutturati in modo monumentale nella tarda Repubblica dell’Antica Roma, tra la fine del II sec. a.C. e l’inizio del I sec. a.C.

L’importanza e l’antichità del Tempio sono attestate dalle fonti letterarie (Livio, Virgilio) e dalla varietà e dalla rilevanza storico artistica degli edifici che compongono il sito archeologico, che evidenziano molteplici insediamenti (IV sec a. C., metà del II sec. a.C., primi decenni del I sec. a.C., Medioevo) e una duplice funzione strategico-difensiva e di culto.

L’imperdibile vista che si gode dal Tempio domina dall’alto dei suoi 227 metri la città di Terracina, la pianura pontina, il Circeo, il mare con le isole ponziane e Ischia.

La Storia

Il Monte S. Angelo, che domina dall’alto dei suoi 227 metri la città di Terracina, è la parte più avanzata dei Monti Ausoni, i quali proprio qui toccano per la prima ed unica volta il mare; l’altura ha quindi costituito, sin dai primi tempi storici, un formidabile sbarramento naturale alle comunicazioni umane sulla costa laziale. Alla fine del IV sec. a.C. il tracciato della Via Appia superò a Nord il Monte S. Angelo e, probabilmente nello stesso periodo, la sommità dell’altura venne destinata a scopi religiosi, come testimoniano le più antiche strutture conservate ed alcuni reperti ritrovati: due muri di terrazzamento in opera poligonale e frammenti di ceramica. Alla seconda metà del II sec. a.C. risale invece l’edificio del “piccolo tempio”, formato in origine da nove ambienti voltati e da un corridoio retrostante in parte addossato alla roccia.

Di notevole interesse è la decorazione in “Primo stile pompeiano”, visibile negli ambienti esterni, e il pavimento musivo sito più a nord. La funzione dell’edificio soprastante, di cui rimane solo qualche muro, è ancora sconosciuta: gli studi hanno attribuito i resti alla dimora dei sacerdoti preposti al grande tempio, oppure ad un tempo minore.

In età sillana (primi decenni del I sec. a.C.) avvenne, infine, la ricostruzione in forme monumentali dell’antica area di culto. Fu infatti costruita una nuova cinta muraria con nove torri circolari, la quale sbarrò l’Appia a Nord della città e collegò il santuario all’abitato. Sulla terrazza superiore venne realizzato il cosiddetto “campo trincerato”, una struttura militare di cui rimangono, oltre ai muri di fortificazione, le tracce di un triportico con torri angolari aperto a Sud, una serie di cisterne comunicanti e le fondazioni di un tempietto. Nello stesso tempo fu realizzato l’assetto architettonico definitivo dell’area sottostante attraverso la costruzione di una terrazza di fondazione, su cui venne elevato un importante basamento costruttivo a dodici arcate; la platea superiore accolse il grande tempio, appositamente ricostruito, insieme al portico retrostante e alla sede dell’oracolo. Tutte le strutture vennero costruite facendo ricorso al cementizio rivestito di opera incerta. L’identificazione della divinità a cui il santuario era dedicato risulta un problema controverso e ancora insoluto: alla tradizionale attribuzione del tempio a Iuppiter Anxurus si è contrapposta negli ultimi anni, soprattutto grazie a due iscrizioni poste su basi votive, un’attribuzione a Venere, in realtà soltanto una scavo scientifico, condotto nelle aree ancora non indagate, potrebbe forse risolvere la questione. Alla fine dell’età antica il monumento dovette essere devastato e incendiato, come risulta dagli strati di cenere rinvenuti sulle rovine degli scavi del 1894, condotti dallo studioso locale Pio Capponi. L’area non fu tuttavia abbandonata: all’alto Medioevo risale, infatti, la probabile fondazione, nella zona del “piccolo tempio”, di un monastero dedicato a S. Michele Arcangelo, che diede poi il nome a tutto il monte e del quale sono state riportate in luce, nel 1988, alcune significative strutture. Il corridoio interno, trasformato in chiesa, conserva ancora labili tracce di affreschi risalenti al IX sec. Altre strutture medievali, come una torre quadrata e alcuni muri di fortificazione, presenta nella zona del “campo trincerato”, oltre a frammenti di ceramica dipinta risalenti al XIII sec. testimoniano la funzione militare che quest’area continuò ad assolvere nel tempo. L’intero complesso del santuario antico venne definitivamente abbandonato alla fine del “500.

Il Tempio Oggi

Dal 2000 il Tempio di Giove Anxur è tutelato quale “Monumento Naturale” della Regione Lazio, è affidato al Comune di Terracina ed è gestito da Munus, che fornisce i servizi di biglietteria, bookshop, visite guidate, attività didattica, attività di comunicazione e promozione, gestione dello spettacolo notturno di luci e suoni “Anxur Lumina”. Il Tempio è visitabile tutto l’anno, agli orari indicati nella sezione Info e Contatti.

Un percorso numerato aiuta il visitatore ad orientarsi nell'area archeologica, indicando i 10 luoghi di maggiore interesse; un video introduttivo proiettato nella sala multimediale situata di fianco alla biglietteria, illustra la storia e le vicende del tempio dell'Antica Roma ai giorni nostri. Nelle notti d'estate, va in scena lo spettacolo "Anxur Lumina" che, con luci, suoni, effetti speciali e video, consente ai visitatori di tornare indietro nel tempo.

All’interno dell’area archeologica è situato un bar panoramico, aperto a tutti i visitatori, con possibilità di organizzare rinfreschi ed eventi privati.

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